DOTT.SSA SIMONACASTELLUCCIA

Psicologia a Arteterapia: psicoanalisi
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mercoledì 6 ottobre 2021

Imparare a rispettare il proprio marmo


"Qual è il materiale su cui noi dobbiamo imparare a lavorare? Se insegnassimo a scolpire, potremmo dire: "Bisogna imparare a rispettare il proprio marmo". 

Michelangelo, Schiavo detto Atlante
   Michelangelo, Schiavo che si ridesta   

Un bravo scultore deve guardare con rispetto al suo marmo, o alla sua creta o a qualsiasi materiale abbia a disposizione; altrimenti lo torturerà e lo mutilerà fino a costringerlo ad assumere una forma inadatta. Si può osservare questo rispetto per il materiale nelle opere incompiute di Michelangelo a Firenze; le figure sorgono dal marmo, mostrando ancora i segni dello scalpello.
Su quale materiale lavora un musicista, o un matematico? Su cosa stiamo lavorando noi? Cosa stiamo cercando di fare emergere? Speriamo che il risultato di tale sforzo sia un essere umano capace di usare la propria vita. Ecco perchè è così importante che l'analista rispetti il proprio paziente [...].
"

Così W.R.Bion parlava di psicoanalisi nei Seminari Clinici tenuti a Brasilia nel 1975, cogliendo uno dei punti per me centrali nel lavoro con le persone: il rispetto.


Dott.ssa Simona Castelluccia

venerdì 3 settembre 2021

La dimensione autistica


"La riflessione più significativa che mi sono trovata a fare in tanti anni di clinica con i bambini autistici riguarda l'assunzione di responsabilità dei lati poco dignitosi della vita [...], quelli che vengono descritti unicamente come sintomo di patologia e/o regressione e che sono considerati di pertinenza del bambino istintuale. Questi lati, che diventano troppo spesso solo oggetto di rieducazione, ci permettono, invece, il confronto con i lati oscuri dell'esistenza facilitando la comprensione di forme che possono così assurgere al rango di immagini rappresentabili.


La rabbia sperimentabile dopo un morso diabolico, il disgusto che si può provare di fronte a un'evacuazione, la disperazione ascrivibile ai prolungati momenti d'indifferenza, di dolore, la paura e il rifiuto attivati in noi da quel bambino demonico, nonostante le migliori intenzioni, rimangono spesso in un'area d'incomunicabilità che depaupera il contesto degli unici elementi autentici.
L'umanizzazione dei lati poco dignitosi, condivisa con i genitori, può facilitare il ridimensionamento degli aspetti demonici che tanta parte hanno nelle fantasie di chi si occupa di un bambino autistico [...]
E così possono iniziare i percorsi che conducono i genitori a una maggiore maturazione, a "diventare eccellenti, perchè sufficientemente buoni non basta con bambini straordinariamente fuori dal comune", come spesso mi ritrovo a dire ai genitori quando tento di comunicare la fatiche che fanno i loro bambini e quando li esorto a raggiungerli, foss'anche nel simbolico mondo delle fate, per riportarli sulla terra".

Riflessione tratta da "Quando i genitori si confrontano con un bambino difficile. La dimensione autistica" di Magda Di Renzo in "Genitori" a cura di Magda Di Renzo, Barbara Fionda, Chiara Rogora Ed. Magi 2021

mercoledì 31 marzo 2021

"Le persone che passano sulla spiaggia, vicine o lontane, m'infastidiscono. Anche se gradevoli, interessanti. Introducono immediatamente un'altra logica, la logica del desiderio, del contatto. Limito lo sguardo, allontano i viventi. Nello stesso tempo, mi sento più vivo."



 Pensiero tratto dal libro "La mente estatica" di Elvio Fachinelli. Edizioni Adelphi. Pagina 18.